L’importanza del controllo del peso

La regolazione del peso è un insieme complesso di variabili fisiologiche, metaboliche, ambientali, comportamentali e genetiche. Il peso corporeo rappresenta il risultato misurabile del bilancio energetico, cioè la differenza tra la quantità di energia introdotta con la dieta e l’energia quella utilizzata per le varie attività dell’organismo, sia in condizioni di riposo (metabolismo basale) che durante l’attività fisica.

Quando si introducono più calorie di quelle spese aumenta il peso corporeo, viceversa quando l’energia utilizzata è maggiore di quella introdotta il risultato è la perdita di peso.

L’eccesso di peso (sovrappeso, obesità) rappresenta un rischio per la salute soprattutto perché spesso associato con alcune malattie, quali malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, alcuni tipi di tumore e altre malattie croniche.

Problema non meno grave è quello della magrezza eccessiva; quando le riserve di grasso sono eccessivamente ridotte e non si introduce sufficiente energia con il cibo, l’organismo è obbligato a intaccare la massa magra (muscoli e organi interni) andando ad alterare funzionalità metaboliche ed endocrine.

Una prima semplice valutazione che permette di capire se il proprio peso è adeguato è rappresentata dall’indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index), un valore che mette in relazione il peso di un individuo con la sua altezza. La formula è la seguente:

Per la popolazione pediatrica questo dato deve essere interpretato con specifici strumenti chiamati curve di crescita.

Per la popolazione adulta i valori ottimali sono compresi tra 18,5 a 24,9 e indicano uno stato di normopeso; valori inferiori sono indici di sottopeso, mentre valori superiori indicano sovrappeso e obesità. Condizioni di sottopeso o sovrappeso possono rappresentare un rischio per la salute ed è bene che siano sottoposti all’attenzione di uno specialista.

Anche per il celiaco, dopo la diagnosi, l’obiettivo per conservare un buono stato di salute è il mantenimento o il raggiungimento del normopeso, unendo una sana alimentazione con un’opportuna attività fisica, in base al sesso e all’età.

L’importanza dell’attività fisica

Il concetto di attività fisica è molto ampio: comprende, infatti, tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita, tra cui l’esercizio fisico.

L’attività fisica è uno dei principali strumenti per il raggiungimento del benessere fisico e psichico, è stato infatti dimostrato che:

√ riduce la frequenza di malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione e alcune forme di tumore (seno, prostata, colon);

√ migliora la mineralizzazione ossea;

√ migliora la funzionalità digestiva e la regolazione del ritmo intestinale;

√ riduce stress e ansia e migliora la qualità del sonno.

Oltre a ciò, l’attività fisica comporta un aumento del dispendio energetico totale: se abbinata a una dieta equilibrata aiuta a perdere peso in modo virtuoso, in quanto aiuta a ridurre la massa grassa preservando la massa muscolare.

Le raccomandazioni per la popolazione adulta (18-64 anni) prevedono:

√ almeno 2 ore e mezza di esercizio moderato (camminata veloce, danza, giardinaggio…) distribuito nell’arco della settimana oppure 1 ora e un quarto di esercizio vigoroso (corsa, nuoto, calcio…) o combinazioni equivalenti delle due in sessioni di almeno 10 minuti per volta;

√ almeno 2 volte a settimana di esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari;

riduzione della sedentarietà (scegliere le scale al posto dell’ascensore, optare per un tragitto a piedi e non in macchina, scendere una fermata prima dall’autobus…).

Non ci sono ragioni per limitare l’attività fisica in bambini o adulti celiaci: una dieta senza glutine equilibrata e ben condotta permette di scegliere qualsiasi sport. Unica precauzione in età pediatrica, potrebbe essere quella di aspettare qualche mese dalla diagnosi di celiachia prima di iniziare o continuare un’attività sportiva, così che i sintomi e segni con cui si è manifestata la celiachia regrediscano.

Per gli sportivi celiaci a livello agonistico, invece, sarebbe opportuno essere seguiti da un dietista esperto in alimentazione sportiva e celiachia per rimodulare l’apporto di nutrienti, micronutrienti e indice glicemico valutando le loro abitudini alimentari.

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Guida Sport e Celiachia