La sostenibilità delle diete: tutti possiamo contribuire

Redatta dalla dietista Jasmin Soliman con la collaborazione di Rossella Valmarana e Elena Sironi

Cosa vuol dire seguire una dieta sostenibile?

La produzione di alimenti è un’attività che necessariamente determina un certo impatto ambientale perché produce, in genere, alcuni dei seguenti effetti: riduzione della biodiversità, inquinamento, erosione del suolo, danni al paesaggio, consumo di riserve idriche, emissioni di gas ad effetto serra.
Inoltre, la trasformazione e la distribuzione dei prodotti alimentari, lo smaltimento degli imballaggi, dei rifiuti e degli scarti alimentari sono componenti di cui dobbiamo tenere conto per fare scelte alimentari virtuose e massimizzare la qualità nutrizionale dell’alimento, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente.
Quando si sente parlare di “dieta sostenibile”, quindi, si indica una dieta a basso impatto ambientale, che contribuisce alla sicurezza alimentare e nutrizionale e alla salute delle generazioni presenti e future.

La dieta Mediterranea

Uno dei modelli alimentari maggiormente sostenibili per l’ambiente e per la salute è la dieta Mediterranea, la quale presenta una preponderanza di prodotti vegetali (frutta fresca, ortaggi, verdure, legumi, cereali, frutta secca, olio d’oliva) ed è ottima anche per il celiaco. In essa non manca una piccola quota di prodotti animali, necessari a coprire le inevitabili carenze di un modello completamente vegetale. Non è vero, quindi, che una dieta sostenibile sia necessario seguire un regime alimentare privo di prodotti di origine animale, ma è importante prestare attenzione nella loro scelta.

Ad esempio, è bene prediligere carni bianche e ridurre i consumi di carni rosse, sia fresche sia trasformate, non solo per la nostra salute e perché generalmente meno costose, ma anche perché i dati degli indicatori ambientali, come l’utilizzo di acqua e suolo, riportano valori più elevati per le carni bovine rispetto a carni suine e pollame. Anche la scelta del pesce è importante: il pesce di piccola taglia(alici, sardine, sgombro, ecc.) oltre ad avere effetti positivi sulla salute, giova anche all’ambiente, infatti la riduzione massiva delle risorse ittiche è a carico delle specie grandi e/o molto consumate (tonno, pesce spada, merluzzo, sogliola, ecc.); inoltre, il pesce può essere acquistato anche surgelato (costa meno ed è ottimo dal punto di vista nutrizionale) o di allevamento. L’acquacoltura può assicurare pesce di ottima qualità e gusto e, se condotta bene e con criteri di sostenibilità, può rappresentare un modo per proteggere le risorse marine selvatiche, mantenendo così le quote di pescato a livelli sostenibili.

Ma una dieta sostenibile e anche sana è costosa?

No, non solo è possibile costruire una dieta salutare e a basso impatto ambientale a basso costo, ma lo è senza difficoltà, prestando solo un poco di attenzione.

Ecco alcuni consigli

  • Programmare la spesa familiare: è fondamentale evitare acquisti massicci di alimenti che rischiano di andare a male ed essere così sprecati. Inoltre, moderando l’acquisto di carne e sostituendola più spesso con cereali e legumi, non solo risparmierai sulla spesa, ma guadagnerai in salute e contribuirai a diminuire l’impatto sull’ambiente. Presta attenzione alla scelta di cereali e legumi trasformati, che devono essere senza glutine (per saperne di più clicca qui)
  • Frutta e verdura, prediligi quelle di stagione: costano meno e spesso sono più gustose (per saperne di più clicca qui). Per la consumazione delle verdure, le versioni crude o con cotture rapide sono ottime dal punto di vista nutrizionale, ma anche per l’ambiente, per il minor consumo di energia. In ogni caso, ricorda che le modalità di cottura a più basso impatto sono il forno a microonde e la pentola a pressione, mentre quella a maggior impatto è il forno elettrico tradizionale. Anche utilizzare il coperchio riduce il consumo di energia, in quanto abbrevia i tempi di cottura
  • Alimenti deperibili: durante gli acquisti teniamo conto che quelli con la data di scadenza più lunga vengono solitamente posizionati sui banchi di vendita in fondo allo scaffale, acquistiamoli solo se sappiamo di non consumarli nel breve periodo, se invece stiamo scegliendo un alimento destinato alla cena dello stesso giorno o che comunque verrà consumato in tempi rapidi, dobbiamo impegnarci ad acquistare i prodotti più vicini alla scadenza
  • Orientamento nella scelta dei prodotti: quando si fa la spesa occorre porre attenzione alla collocazione dei prodotti sugli scaffali, poiché i prodotti di marca o comunque più costosi sono anche quelli a portata di mano o più in vista, mentre quelli più convenienti sono spesso in posizione meno visibile e più difficili da raggiungere. Infine, è bene scegliere i prodotti con meno imballaggio, porre attenzione alle indicazioni per lo smaltimento riportate sulla confezione e scegliere quelle riciclabili: a tal proposito, consumare l’acqua del rubinetto è un’ottima soluzione, sia dal punto di vista nutrizionale sia ambientale
  • Riporre la spesa con attenzione: gli alimenti con una data di scadenza più lontana devono essere collocati dietro agli altri, in modo da lasciare in bella vista quelli che dobbiamo ricordarci di consumare prima. Inoltre, nel frigorifero è bene riporre ogni alimento nel posto giusto: frutta e verdura nei cassetti, pesce e carne cruda al primo piano, che è quello più freddo, cibi cotti nel secondo, affettati, formaggi, alimenti cucinati e uova più in alto. In questo modo gli alimenti si conserveranno meglio, più a lungo ed eviteremo degli sprechi
  • “Da consumarsi preferibilmente entro”: se qualcosa ci dovesse sfuggire, ricorda che questa dicitura sull’etichetta di un alimento indica che il prodotto è ancora sano e sicuro anche oltre la data riportata, potrebbe solo aver modificato alcune caratteristiche (colore per esempio), che non comportano rischi per la salute o alterazione di sapore. Questi prodotti, così come gli avanzi, potrebbero essere riciclati in gustose ricette gluten free (senza glutine) da preparare in casa.
  • Avanzi: se si è cucinato in abbondanza il cibo avanzato può essere mangiato in più occasioni o congelato e consumato successivamente. In tal caso, non lasciarlo a lungo fuori dal frigorifero, ma appena freddo riponilo in freezer. Quando lo scongeli prima di consumarlo riscaldalo a lungo e a temperatura elevata
  • Prodotti locali o a “chilometro zero”: non sempre sono sinonimo di sostenibilità ambientale: ad esempio coltivare in serre riscaldate e illuminate artificialmente o conservare a lungo in celle frigorifere ha un impatto ambientale molto grande anche se i prodotti sono coltivati localmente. Bisogna quindi promuovere i prodotti locali, ma prestare soprattutto attenzione alla stagionalità
  • Prodotti biologici: mirano a sostenere la salute dell’ecosistema e delle persone, del suolo e degli animali, tuttavia le coltivazioni biologiche hanno in genere rese minori rispetto a quelle in campo convenzionale, per cui può essere necessario impiegare più superficie per avere lo stesso quantitativo di prodotto e anche il consumo di terreno è un elemento critico nella sostenibilità. L’attenzione quindi non dovrebbe essere posta sull’unità di superficie utilizzata, ma sull’unità di prodotto finito. Dal punto di vista nutrizionale, a oggi, la ricerca non ha riscontrato differenze di composizione significative tra prodotti biologici e convenzionali. Il prezzo per il prodotto biologico è ancora mediamente più alto rispetto al convenzionale, anche se le differenze negli ultimi anni si sono attenuate
  • Il movimento è gratuito: per uno stile di vita sano fai movimento. Non serve necessariamente un costoso abbonamento in palestra. Al riguardo, per qualche spunto puoi leggere qui la nostra scheda celiachia e sport e qui quella sul controllo del peso.